Titolo: Kill Joy

Autrice: Holly Jackson

Genere: Romanzo

Sottogenere: romanzo di formazione, thriller

1° ed.originale: 2021

1° ed.italiana:2024

Il libro fa parte di una trilogia: Come uccidono le brave ragazze; Brave ragazze, cattivo sangue e Una ragazza è una ragazza morta.

TRAMA

Pippa Fitz-Amobi sta partecipando, un po’ controvoglia, a una serata di gioco organizzata da alcuni amici: si tratta di una “cena con delitto” a tema, dove ognuno interpreta un personaggio diverso. Il luogo? Una villa isolata. L’atmosfera? Misteriosa e vintage.

All’inizio, Pip non è per niente entusiasta. Non le piacciono le finzioni e non vede il senso di “fingere un caso di omicidio” quando il mondo reale è già pieno di ingiustizie vere. Ma qualcosa cambia nel momento in cui inizia a calarsi nel ruolo e a prestare attenzione ai dettagli.

È proprio durante questo gioco che Pip capisce che risolvere misteri, analizzare indizi e cercare la verità è qualcosa che la appassiona davvero. È qui che nasce, nel cuore di una serata tra amici, la futura detective che tutti conosceremo.

COSA NE PENSO?

Questa novella è una piccola gemma che consiglio caldamente a chi ha amato la trilogia di Pip, perché permette di vederne l’origine. Anche se è molto più breve rispetto agli altri volumi, non manca di atmosfera e profondità.

La scrittura di Holly Jackson è sempre scorrevole, brillante e precisa, capace di farci entrare nella mente della protagonista anche con poche pagine. Qui Pip è ancora all’inizio del suo percorso: dubbiosa, insicura, ma anche attenta, lucida, e con una curiosità che inizia a diventare passione.

È molto interessante vedere come Pip “si accende” mentalmente durante la cena con delitto: ogni dettaglio, ogni osservazione, ogni piccola intuizione la porta a capire che risolvere misteri è parte di ciò che è destinata a fare.

Ho trovato davvero dolce e profonda la riflessione sulla giustizia: Pip inizia il gioco da scettica, quasi cinica, ma finisce per trovarci un senso, una direzione. E da lì, come sappiamo, non si fermerà più.

La dinamica tra i personaggi è leggera e divertente, ma riesce comunque a mostrare sfumature caratteriali. C’è tensione, c’è umorismo, e c’è quel gusto per il mistero intelligente che caratterizza tutti i romanzi di Jackson.

Sebbene sia una storia più semplice e “contenuta”, Kill Joy è fondamentale per comprendere l’evoluzione emotiva e intellettuale di Pip. È come uno scrigno che racchiude la scintilla che darà fuoco a tutto ciò che verrà dopo.

Consiglio questa lettura a chi ama Pip e vuole conoscerla ancora meglio, ma anche a chi cerca una lettura breve, brillante e ispirante, perfetta da leggere in un pomeriggio. Ti lascerà con un sorriso e la voglia di rileggere tutta la serie da capo. 

Valutazione personale